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    Associazione Sviluppo Turistico Valbisenzio

    Si propone, come scopo, la promozione sotto ogni forma dello sviluppo culturale, turistico, sociale, naturalistico e sportivo dilettantistico del territorio della Val Bisenzio.

    Se hai qualcosa da chiedere, sulla Val di Bisenzio, come itinerari, curiosità o cose da fare o da vedere, non esitare a contattarci, cercheremo di darti i nostri suggerimenti!


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    Ringraziamenti

    Un ringraziamento speciale a chi ha collaborato per foto, testi e suggerimenti:

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    • Brunero Lucarini
    • Roberto Fontani
    • Fiorenzo Fallanti
    • Nello Santini
    • Luca Cecconi
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  • Fall Foliage

    Autunno in Val di Bisenzio: un viaggio per i cinque sensi
    Se pensate che il fall foliage toscano appartenga solo ai rossi accesi dell’Appennino orientale, la Val di Bisenzio saprà sorprendervi con una tavolozza diversa, ma altrettanto straordinaria. A pochi minuti dalle città della piana, l’autunno valbisentino è una sinfonia di sfumature dal verde chiaro al marrone intenso, avvolta dai profumi della terra e dal suono costante dei torrenti.
    Un’esperienza autentica, da vivere un passo alla volta — o anche solo con lo sguardo — attraversando fasce climatiche e paesaggi in continua evoluzione.

    1. La Calvana e le prime colline: ulivi, olio nuovo e incontri inaspettati
    Ai piedi della Calvana, tra Vaiano e Cantagallo, l'autunno ha il colore verde-grigio degli uliveti. In queste settimane le colline brulicano di raccoglitori e l’aria si riempie del profumo pungente della clorofilla e dell'olio appena franto.
    Camminando lungo i sentieri tra Sofignano e Cambiaticcio, la natura regala spesso un incontro speciale: i cavalli bradi della Calvana, che scendono a valle e si lasciano ammirare in tutta la loro libera fierezza.
    2. A mezza costa: il castagno, re della valle tra Schignano e Migliana
    Salendo verso i 500-600 metri, il verde pallido degli ulivi lascia il posto ai toni caldi del giallo e del marrone. Siamo nel regno del castagno, cuore pulsante della tradizione valbisentina.
    In questo periodo il paesaggio si arricchisce delle cannicciaie accese, gli antichi essiccatoi da cui sale un leggero fumo a legna che delizia l'olfatto, mentre le foglie dorate e le castagne ancora nei ricci incantano la vista.
    * Da assaggiare: L'autunno è anche il momento di celebrare i sapori tipici nelle numerose feste della castagna organizzate dalle Pro Loco del territorio (a Migliana, Cascina di Spedaletto, Poggiole, Mercatale di Vernio, Cavarzano e Luciana).
    * Nota per il visitatore: Molti castagneti sono coltivati con cura dai proprietari locali: ammiratene la bellezza senza raccogliere i frutti riservati alla produzione della farina.
    3. Alta quota: il Foliage nella Riserva Naturale Acquerino Cantagallo
    Più si sale, più i contrasti cromatici si fanno audaci. Tra i faggi gialli che iniziano a spogliarsi spicca il verde scuro delle conifere piantate nei secoli scorsi.
    Raggiungibile da Migliana, da Cascina di Spedaletto (attraverso il Passo degli Acquiputoli) o da Cantagallo, la Riserva Naturale Acquerino Cantagallo offre un panorama sconfinato da cima a cima. Salendo verso Cerliano, le Cave e la Rasa, il paesaggio cambia continuamente:
    * Gli antichi castagni cedono il passo alle faggete e agli abeti.
    * Spuntano all'improvviso i rossi accesi degli aceri. Questo tocco di colore unico si deve al cavalier Luigi Pacini, appassionato di botanica che all’inizio del Novecento plasmò i monti attorno a Cantagallo introducendo specie che oggi si propagano spontaneamente.
    4. Montepiano: giardini d'artista e aria di montagna
    Anche Montepiano veste in autunno le sue abitudini migliori. Qui fu il pittore Bruno Saetti a rendere unici i paesaggi arricchendo i giardini della sua dimora, un antico mulino.
    Una passeggiata dalla SR 325 verso la Badia permette di incrociare il Giardino del Sole — dono dell'artista alla comunità — con le sue alberature insolite, per poi inoltrarsi tra castagneti e maestosi abeti. Proprio queste abetaie resero famosa Montepiano a cavallo tra '800 e '900 come rinomata stazione climatica per il benessere respiratorio.
    Proseguendo lo sguardo verso le vette che dividono Montepiano da Cavarzano e Luciana, il castagno torna protagonista, incorniciando la strada con le sue calde tonalità aranciate.
    5. Per chi cerca il relax: il panorama di Fossato
    Non serve sempre camminare a lungo per godere della bellezza della valle. Per i viaggiatori più pigri, il consiglio è raggiungere il borgo di Fossato passando per i castagneti di Gavigno.
    Affacciandosi dalle sue piazzette ci si trova davanti al panorama selvaggio e incontaminato della Valle della Limentra Orientale. Un punto d'osservazione privilegiato dove spalancare gli occhi, respirare a pieni polmoni e fare un pieno di energia pura da portare a casa.

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